
In questi ultimi giorni si parla molto nuovamente di Ciccio e Tore Pappalardi, i due fratellini di 11 e 13 anni che scomparvero nel pomeriggio del 5 giugno 2006; sappiamo che furono ritrovati morti venti mesi dopo, nella cisterna di un palazzo abbandonato a Gravina.
Due sono le notizie più sconcertanti che molto di recente si sono diffuse attraverso i mezzi di comunicazione.
La prima riguarda una telefonata che il papà dei ragazzini, Filippo Pappalardi, avrebbe fatto il giorno 14 agosto 2006 alla Questura di Bari, chiedendo di verificare una testimonianza, la quale forniva dettagli interessanti e precisi su quel maledetto pomeriggio in cui i due fratelli fecero perdere misteriosamente le loro tracce: a dare queste informazioni all'uomo era stato un bambino, che aveva citato luoghi esatti, cognomi precisi, numeri di telefono, insomma una serie di elementi che avrebbero potuto velocizzare le operazioni per il ritrovamento di Salvatore e Ciccio.
Ma evidentemente la telefonata del signor Filippo non venne presa in debita considerazione.
Solo più tardi, grazie soprattutto alle insistenze della mamma dei bambini, Rosa Carlucci, sono state riprese le indagini per capire meglio se "l'incidente" nel quale hanno trovato la morte i fratellini poteva essere ricondotto a qualcuno che quel pomeriggio era stato con loro.
E proprio Rosa ha fatto delle dichiarazioni molto forti, ieri, nella puntata di Quarto Grado condotto da Salvo Sottile, dicendo che nei giorni immediatamente successivi alla sparizione di figli, l'attenzione degli investigatori si era concentrata sui genitori; la donna ha detto di aver affrontato ore ed ore di interrogatorio da parte degli inquirenti, i quali non hanno esitato a "malmenarla", ovvero a metterle le mani alla gola e minacciarla di buttarla dalla finestra...
Sono senza dubbio affermazioni forti, ma Rosa ha poi aggiunto che gli inquirenti stessi si scusarono per il loro modo di condurre l'interrogatorio, ma lo avevano fatto per poter avere le informazioni necessarie all'indagine.


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