Bambino di 6 mesi travestito da Capitano Schettino: è il travestimento più gettonato del Carnevale 2012.

Un bimbo di 6 mesi  travestito da Capitano Schettino per la festa di Carnevale.
Un perfetto vestitino, preparato ad hoc; cappellino, giacca, pantalone ed infine il passeggino adornato a modi Costa Concordia, con scritto: ” Vado a bordo!” . 
Una foto scattata nella metropolitana che subito fa il giro del web. E ci si chiede perché? 
I genitori del piccolo sostengono si tratti solo di originalità, un modo di stupire, un modo di rappresentare la realtà.
 Del resto anche lo scorso anno, il costume più gettonato fu quello di Michele Misseri, all’epoca imputato per l’omicidio della nipote Sarah Scazzi, ad Avetrana (BR). 
Costume di un contadino accessoriato di cintura che stava a rappresentare l’arma del delitto.
 Ma si tratta davvero di originalità? Può essere originale rappresentare, in un clima di scherzo, quale il Carnevale una triste realtà come quella del disastro del Giglio?
 Proviamo a metterci nei panni della gente che ha vissuto sulla propria pelle il naufragio. 
Ha vissuto un incubo, il terrore di non toccare mai più terra, di essere inghiottiti dal mare per sempre. Mettiamoci ancora nei panni di chi ha perso le persone care in quella tragica notte.
Come si può scherzare sulla morte? Cosa provano nel vedere un bambino vestito da Capitano?
 Forse la forte attenzione mediatica alle due tragedie, a modi telenovelas, ha creato più che altro un tormentone e non ci si è fermati alla sola cronaca dei fatti.
Originale senza dubbio, ma certamente non in senso buono.

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