Anche se, come ribadisco ogni volta, ciascun bambino fa storia a sé, sulla questione spannolinamento ci sono alcune considerazioni di carattere generale che possono tornare utili a tutte le mamme. Per poter togliere il panno è innanzitutto necessario che il bambino abbia acquisito la capacità di stare in piedi e camminare, che porta con sé quella di controllare gli stimoli fisici di pipì e popò. Prima di questo momento è molto difficile insegnare al bambino ad usare il vasino o il wc, anche se il bambino è comunque consapevole di “avere bisogno” di andare al bagno e può, al limite, segnalare alla mamma questo stimolo in modo più o meno consapevole, ma non controllarlo. Non bisogna quindi avere fretta di imporre l’uso del vasino, ma attendere che il traguardo della deambulazione venga raggiunto e perfezionato.
Un altro aspetto importante è quello psicologico: create ansia da prestazione nel vostro bambino, con riferimenti continui al trattenere la pipì, e lui mostrerà un’incredibile capacità di trattenerla ad oltranza, salvo poi liberarsi nel momento per voi meno opportuno. Il fatto di togliere il pannolino andrebbe presentato nel modo più naturale possibile, evitando di caricare l’atto del fare pipì e popò al momento e al posto giusto di eccessivi significati, anche positivi. Un buon metodo per esempio può essere quello di lasciare il bambino a giocare in giardino d’estate, con solo una mutandina o un costumino, e dirgli che se vuole può “bagnare le piantine”. Quando la pipì scapperà, più o meno incontrollata, è sufficiente lodarlo blandamente, senza esagerate manifestazioni di gioia, e senza preoccuparsi se ha bagnato la biancheria o i piedini: il problema organizzativo è solo nostro e non deve pesare sulle spalle del piccolo apprendista. Quindi, non ci dev’essere nemmeno bisogno di dire che sgridare un bambino perché si è fatto la pipì addosso non è MAI una buona soluzione: il disagio che un bambino prova a sentirsi i vestiti bagnati appiccicati addosso è già da sola una punizione sufficiente. In questa prima fase è meglio non chiedere a vostro figlio di fare la pipì a comando, ma attendere che faccia da sé e poi lodarlo. Quando il bambino avrà stabilito un collegamento tra la pipì e le vostre lodi, e mostrerà di voler scegliere quando e dove farla, si può indirizzarlo su un punto e un momento più circoscritti, ma sempre con grande leggerezza. Con questo approccio in pratica si capovolge ciò che verrebbe spontaneo fare: anziché ripetere ossessivamente la richiesta di fare pipì, e ribadire: “devi farla? Stai attento, non farla addosso eh!”, ogni pochi minuti, si premia il fare la pipì in qualsiasi situazione, al solo scopo di creare una sensazione gradevole associata a questo atto, e solo dopo si regolamenta l’atto come vogliamo noi.
Si può ad esempio portare il vasino all’aperto; le mie figlie tuttavia non lo hanno mai amato e sono passate da un’aiuola appartata al wc con il riduttore. Altri bambini invece si sentono come risucchiati all’interno del water e la cosa li spaventa: cercate di capire cosa vostro figlio preferisce e assecondatelo. Un consiglio che mi sento di dare è quello di lasciare libero accesso al bagno anche quando siete voi ad utilizzarlo: lasciate che il vostro bimbo sappia cosa state facendo e fate vedere anche l’interno del wc. Mi rendo conto che ciò va contro il normale pudore dell’adulto, ma ad un bambino di 18 mesi può servire a rendere reale quello di cui voi gli parlate astrattamente. Per la verità io, prima di scaricare lo sciacquone, sono arrivata a salutare la popò, ma forse questa è una misura estrema!
Una volta che il bambino avrà imparato a controllare un po’ gli stimoli e agirà in autonomia in giardino, provate a proporre di usare il wc “come mamma”: dovreste riscuotere un certo successo.
Ottenuto il risultato per due o tre volte, l’entusiasmo sicuramente contagierà vostro figlio, che continuerà ad approfondire il rapporto di collaborazione con il water o il vasino.
E se non si ha un giardino a disposizione? Provate al mare allora, in terrazza o sul balcone e, in mancanza di tutto ciò, rassegnatevi semplicemente a lavare qualche volta in più il pavimento. Ecco, magari eviterei pavimenti in marmo e parquet, e farei sparire i tappeti per qualche giorno!
In alcuni momenti di stress (tipica l’entrata alla scuola materna, l’arrivo di un fratellino, un cambio di casa, ma spesso anche eventi per noi insignificanti) si può presentare una regressione, che è un chiaro modo di richiedere attenzione e considerazione. Sgridare, e qui mi ripeto ma lo ritengo fondamentale, non porta mai nessun risultato. Anche consolare il bambino con una dose aggiuntiva esagerata di coccole può rivelarsi un boomerang perchè stiamo facendo il suo gioco: lui chiede più attenzione in un modo che noi reputiamo sbagliato, e noi però gliela diamo. Meglio affrontare l’incidente con serenità, minimizzandolo con un “cose che capitano, non fa niente”, e andare avanti.
In altre situazioni, secondo me sempre come forma di richiesta d’attenzione, si manifesta un vero e proprio rifiuto ad usare il vasino, nonostante la capacità di farlo sia stata acquisita e magari messa a frutto per settimane, e contemporaneamente la richiesta di indossare il pannolino. Mi è personalmente capitato e ho risolto l’empasse con una piccola astuzia da mamma un po’ sadica: ho accontentato mia figlia e le ho rimesso il panno, dicendole che poteva tranquillamente fare lì la pipì, se non voleva usare il wc. Mi sono però “dimenticata” di cambiare il suddetto panno per diverse ore, cosicché il fastidio derivante da un pannolino bagnato e pesante ha indotto la piccola ribelle a chiedere a gran voce di andare in bagno. Questa idea apparentemente crudele mi è venuta ripensando alla mia infanzia, quando ancora i pannolini erano in cotone e spugna; all’epoca i bambini interrompevano la dipendenza dal pannolino molto prima di oggi, poiché il disagio creato dal contatto con la stoffa zuppa era un potente stimolo ad acquistare autonomia. I moderni pannolini usa e getta invece, super assorbenti e confortevoli, minimizzano la sensazione di bagnato, facendo venire meno l’associazione di idee: pipì-bagnato-fastidio, e dunque posticipano il momento dell’eliminazione del pannolino fino ai due anni e oltre. Se avete amiche che utilizzano i pannolini lavabili provate a chiedere loro a che età i loro bambini hanno imparato ad usare il vasino…









































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