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Consigli di una mamma dilettante: come togliere il pannolino




Anche se, come ribadisco ogni volta, ciascun bambino fa storia a sé, sulla questione spannolinamento ci sono alcune considerazioni di carattere generale che possono tornare utili a tutte le mamme. Per poter togliere il panno è innanzitutto necessario che il bambino abbia acquisito la capacità di stare in piedi e camminare, che porta con sé quella di controllare gli stimoli fisici di pipì e popò. Prima di questo momento è molto difficile insegnare al bambino ad usare il vasino o il wc, anche se il bambino è comunque consapevole di “avere bisogno” di andare al bagno e può, al limite, segnalare alla mamma questo stimolo in modo più o meno consapevole, ma non controllarlo. Non bisogna quindi avere fretta di imporre l’uso del vasino, ma attendere che il traguardo della deambulazione venga raggiunto e perfezionato.
Un altro aspetto importante è quello psicologico: create ansia da prestazione nel vostro bambino, con riferimenti continui al trattenere la pipì, e lui mostrerà un’incredibile capacità di trattenerla ad oltranza, salvo poi liberarsi nel momento per voi meno opportuno.  Il fatto di togliere il pannolino andrebbe presentato nel modo più naturale possibile, evitando di caricare l’atto del fare pipì e popò al momento e al posto giusto di eccessivi significati, anche positivi. Un buon metodo per esempio può essere quello di lasciare il bambino a giocare in giardino d’estate, con solo una mutandina o un costumino, e dirgli che se vuole può “bagnare le piantine”. Quando la pipì scapperà, più o meno incontrollata, è sufficiente lodarlo blandamente, senza esagerate manifestazioni di gioia, e senza preoccuparsi se ha bagnato la biancheria o i piedini: il  problema organizzativo è solo nostro e non deve pesare sulle spalle del piccolo apprendista. Quindi, non ci dev’essere nemmeno bisogno di dire che sgridare un bambino perché si è fatto la pipì addosso non è MAI una buona soluzione: il disagio che un bambino prova a sentirsi i vestiti bagnati appiccicati addosso è già da sola una punizione sufficiente. In questa prima fase è meglio non chiedere a vostro figlio di fare la pipì a comando, ma attendere che faccia da sé e poi lodarlo. Quando il bambino avrà stabilito un collegamento tra la pipì e le vostre lodi, e mostrerà di voler scegliere quando e dove farla, si può indirizzarlo su un punto e un momento più circoscritti, ma sempre con grande leggerezza. Con questo approccio in pratica si capovolge ciò che verrebbe spontaneo fare: anziché ripetere ossessivamente la richiesta di fare pipì, e ribadire: “devi farla? Stai attento, non farla addosso eh!”, ogni pochi minuti, si premia il fare la pipì in qualsiasi situazione, al solo scopo di creare una sensazione gradevole associata a questo atto, e solo dopo si regolamenta l’atto come vogliamo noi.
Si può ad esempio portare il vasino all’aperto; le mie figlie tuttavia non lo hanno mai amato e sono passate da un’aiuola appartata al wc con il riduttore. Altri bambini invece si sentono come risucchiati all’interno del water e la cosa li spaventa: cercate di capire cosa vostro figlio preferisce e assecondatelo. Un consiglio che mi sento di dare è quello di lasciare libero accesso al bagno anche quando siete voi ad utilizzarlo: lasciate che il vostro bimbo sappia cosa state facendo e fate vedere anche l’interno del wc. Mi rendo conto che ciò va contro il normale pudore dell’adulto, ma ad un bambino di 18 mesi può servire a rendere reale quello di cui voi gli parlate astrattamente. Per la verità io, prima di scaricare lo sciacquone, sono arrivata a salutare la popò, ma forse questa è una misura estrema!
Una volta che il bambino avrà imparato a controllare un po’ gli stimoli e agirà in autonomia in giardino, provate a proporre di usare il wc “come mamma”: dovreste riscuotere un certo successo.
Ottenuto il risultato per due o tre volte, l’entusiasmo sicuramente contagierà vostro figlio, che continuerà ad approfondire il rapporto di collaborazione con il water o il vasino.
E se non si ha un giardino a disposizione? Provate al mare allora, in terrazza o sul balcone e, in mancanza di tutto ciò, rassegnatevi semplicemente a lavare qualche volta in più il pavimento. Ecco, magari eviterei pavimenti in marmo e parquet, e farei sparire i tappeti per qualche giorno!
In alcuni momenti di stress (tipica l’entrata alla scuola materna, l’arrivo di un fratellino, un cambio di casa, ma spesso anche eventi per noi insignificanti) si può presentare una regressione, che è un chiaro modo di richiedere attenzione e considerazione. Sgridare, e qui mi ripeto ma lo ritengo fondamentale, non porta mai nessun risultato. Anche consolare il bambino con una dose aggiuntiva esagerata di coccole può rivelarsi un boomerang perchè stiamo facendo il suo gioco: lui chiede più attenzione in un modo che noi reputiamo sbagliato, e noi però gliela diamo. Meglio affrontare l’incidente con serenità, minimizzandolo con un “cose che capitano, non fa niente”, e andare avanti.
In altre situazioni, secondo me sempre come forma di richiesta d’attenzione, si manifesta un vero e proprio rifiuto ad usare il vasino, nonostante la capacità di farlo sia stata acquisita e magari messa a frutto per settimane, e contemporaneamente la richiesta di indossare il pannolino. Mi è personalmente capitato e ho risolto l’empasse con una piccola astuzia da mamma un po’ sadica: ho accontentato mia figlia e le ho rimesso il panno, dicendole che poteva tranquillamente fare lì la pipì, se non voleva usare il wc. Mi sono però “dimenticata” di cambiare il suddetto panno per diverse ore, cosicché il fastidio derivante da un pannolino bagnato e pesante ha indotto la piccola ribelle a chiedere a gran voce di andare in bagno. Questa idea apparentemente crudele mi è venuta ripensando alla mia infanzia, quando ancora i pannolini erano in cotone e spugna; all’epoca i bambini interrompevano la dipendenza dal pannolino molto prima di oggi, poiché il disagio creato dal contatto con la stoffa zuppa era un potente stimolo ad acquistare autonomia. I moderni pannolini usa e getta invece, super assorbenti e confortevoli, minimizzano la sensazione di bagnato, facendo venire meno l’associazione di idee: pipì-bagnato-fastidio, e dunque posticipano il momento dell’eliminazione del pannolino fino ai due anni e oltre. Se avete amiche che utilizzano i pannolini lavabili provate a chiedere loro a che età i loro bambini hanno imparato ad usare il vasino…
In ogni caso, tenete ferme alcune semplici regole: osservate vostro figlio e cercate di valutare con obiettività se sia pronto per il grande passo, senza dare ascolto a chi vi dice che è troppo presto oppure viceversa che siete in ritardo. Affrontate il momento con autoironia e allegria, senza mettere pressione al bambino: ciò che per noi è facile e ovvio, per lui non lo è affatto. Non abbiate fretta di ottenere il risultato: alcuni bambini imparano subito, altri impiegano settimane o mesi. Vostro figlio ha tutta la vita davanti per servirsi del wc! Siate sicure di voi stesse, e ignorate gli sguardi di disapprovazione di conoscenti e passanti (sapeste quante volte ho fatto fare la pipì in mezzo al marciapiede alle mie figlie, certa di star facendo la cosa giusta): la vostra serenità e il vostro buon senso saranno l’arma migliore per vincere la battaglia contro il mostro pannolino!

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Giornata mondiale senza il tabacco





Oggi 31 maggio è la giornata mondiale contro il tabacco!
Lo sapevate? E quanti di noi fumano e conoscono i danni che il fumo attivo e passivo arreca?

Non preoccupatevi  non vogliamo fare prediche o ripetere sempre le solite cose. Ma solo ricordare che il monossido di carbonio, prodotto dalla combustione della sigaretta ruba il tuo ossigeno.

Che ci siano circa 62 sostanze cancerogene in ogni sigaretta,e che i metalli prodotti dalla combustione della sigaretta sono tutti tossici, arsenico, berillo, cadmio, cromo e nichel, può essere un deterrente?

Un concorso, indetto presso la  sede di Milano della Lega italiana per la lotta contro il tumore, “ Se la spegni, ti accendi”è un modo per coinvolgere i giovani video maker, ai quali è richiesto di realizzare un video a tema lotta contro il fumo. Il concorso si svolgerà sul web e per l’invio del video c’è tempo fino al 15 luglio 2011.

Può essere sufficiente come iniziativa per sensibilizzare i fumatori?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha voluto fortemente questa giornata senza tabacco, è stata realizzata una sezione informativa, che ci mostra il programma del World No Tabacco Day, 31 maggio 2011 e le iniziative offerte.

Il sito in questione è lascuoladellasalute.it, dove apprendiamo questa curiosità: una sigaretta inquina 10 volte più di uno scooter.
Si rende responsabile del consumo di tabacco anche il mondo del cinema e della moda, infatti campeggia lo slogan, Moda e Cinema liberi dal fumo, che molto spesso mette in mostra gli attori e le modelle con sigarette in mano.


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Stefano Bettarini: "Tornerei con Simona Ventura"




L'ex calciatore Stefano Bettarini si confessa durante un'intervista a "Domenica Cinque", nella quale non manca di stupire i telespettatori con dichiarazioni importanti e significative a proposito del rapporto con l'ex moglie, madre dei suoi figli, Simona Ventura.

I due si sposano nel 1998 e dal matrimonio nascono due bambini; la relazione non funziona e nel 2004 la coppia si separa formalmente, per poi divorziare definitivamente nel 2008. I rapporti, tuttavia, sono sempre rimasti amichevoli, tanto da spingere i due a lavorare insieme, alla trasmissione "Quelli che il calcio".

Pare che la vicinanza all'ex moglie abbia acceso nel cuore di Bettarini sentimenti mai sopiti, tanto da spingerlo a dichiarare: "E' stato l'amore più grande della mia vita". Precisa che uno dei motivi che ha portato alla fine del matrimonio è stata la giovane età nella quale i due sono convolati a nozze: "Non la risposerei, 26 anni sono troppo pochi perchè sposarsi presuppone una maturità che all'epoca non avevo".

La conclusione di quella che a tutti gli effetti suona come un'ammissione di colpa, è piuttosto inaspettata: "Se potessi tornare indietro non mi separerei da Simona, è stato l'amore più grande che abbia mai avuto".

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Aggredita da pitbull, sparata dalla polizia




Davvero una brutta esperienza, che poteva concludersi ancora più tragicamente di quanto è andata, per una giovane donna di 30 anni, di Berlino.
La ragazza si era recata a far visita a dei vicini di casa; purtroppo per lei, essi stavano tenendo a bada il cane - un bel pitbull - di alcuni amici; sembra che la bestiola, al suono del campanello, si sia precipitata verso la porta ed abbia azzannato la visitatrice ad una gamba senza pensarci due volte...
A nulla sono servite le grida concitate e i tentativi frenetici di calmare il cane impazzito; i vicini di casa hanno anche cercato di spruzzare del peperoncino con lo spray verso l'animale, per renderlo inoffensivo, ma evidentemente l'effetto è stato opposto, visto che Carlito - questo è il nome del pitbull - non aveva alcuna intenzione di "mollare l'osso".
Ecco allora che sono arrivati gli agenti di polizia, chiamati dagli astanti; ma Carlito, per nulla spaventato e preoccupato dell'accusa di "oltraggio a pubblico ufficiale", ha iniziato ad aggredire anche loro.
La polizia non poteva non difendersi e ha incominciato a sua volta a sparare all'impazzata, finché hanno messo a segno il colpo: Carlito è stato raggiunto da una pallottola ed è morto.
Ma sfortuna ha voluto che tra i tanti colpi di pistola, anche la povera vittima dell'aggressione del cane fosse raggiunta accidentalmente da uno degli spari dei poliziotti, che l'hanno ferita all'altra gamba.
Subito la poverina è stata portata in ospedale; ne avrà per un po' in ospedale, ma non corre pericoli serissimi...!

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Schiavone in semifinale...e il sogno continua!!!




Ancora grandi emozioni arrivano da Parigi.
Francesca Schiavone supera i quarti e vola in semifinale, nella quale aspetta la vincente tra la Kuznetsova e la Bartoli.
Un match durato 2 ore e mezza, in pieno pomeriggio.
Un pomeriggio piuttosto freddo, 16° C, ma lo stadio Philippe Chatrier era gremito di gente, tutti a tifare la campionessa in carica.
3 set contro una tennista, la russa Pavlyuchenkova, 20 anni a Luglio, che ha saputo tenere testa alla leonessa.
Il primo set vola via in fretta, con la russa in vantaggio per 6 a 1.
Francesca sembra ancora fuori partita, ferma e regala punti alla sua avversaria facilmente.
Nel secondo, la storia non sembra cambiare: la Schiavone è sotto 4 a 1 quando inizia ad entrare in partita e a capire che deve destarsi per vincere il match.
Grande rimonta e alla fine il secondo match termina con un 7 a 5 per la nostra tennista.
Parte il terzo set: Francesca è in vantaggio 5 a 1, ma la giovanissima tennista russa non si arrende, riesce a pareggiare 5 a 5.
Dai microfoni del campo si sente la voce di Francesca che si chiede come possa essere lei più tesa dell'avversaria.
Lei è la campionessa, la leonessa e non può mollare.
Ed infatti riesce a vincere anche questa gara, sconfiggendo la Pavlyuchenkova con un altro 7 a 5.
E così Francesca Schiavone saluta il pubblico del Roland Garros e si "bagna" il viso con la terra rossa.
Un'alternativa al solito bacio alla terra.
Perchè ormai per Francesca il Roland Garros è la sua casa.
E ha pochissima intenzione di lasciare il trono da regina di Parigi.

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SPECIALITA' PESCE A RIMINI - BARAFONDA RISTORANTE





Tra le localita' marittime della costa romagnola, Rimini e' certamente la piu' conosciuta e frequentata.
San Giuliano a Mare e' la prima frazione compresa fra il porto canale e il deviatore del fiume Marecchia, protetta in un'insenatura e riparata da una fila di scogliere.
Questa frazione di Rimini è suddivisa in due zone: quella del " Borgo" antico raccontato da Fellini nei suoi film e quella della Marina, la zona prettamente balneare.
Il lungomare (via Ortigara) e' il luogo di ritrovo soprattutto la sera, con i locali notturni, i ristoranti, in particolare di pesce, le pizzerie, i bar e i negozi aperti anche sino a notte inoltrata.

Proprio in Via Ortigara si trova il Rist
orante BARAFONDA con la sua splendida terrazza vista mare dove gustare tutte le specialita' proposte.
Elegante ed accogliente ristorante di pesce, disposto su due piani, da cui si puo' vedere in ogni istante il mare, qualsiasi piano si scelga.
Al piano terra c'è la veranda, dove si può godere del panorama marino e dell'aria calda, gustandosi tutte le proposte culinarie del locale.
Ma non finisce qui, nella bella stagione si puo' accedere alla splendida e suggestiva terrazza, per assaporare il gusto del pesce percependo anche il profumo del mare.
Accanto ai classici piatti di pesce, crudité di mare abbinati a frutta e verdura, vera specialità del locale, il tutto accompagnato da vini di qualità.
Ma non basta, le
offerte del Barafonda non finiscono qui, per le sere d'estate è possibile richiedere di cenare direttamente sulla sabbia in riva al mare.
BARAFONDA - Viale Ortigara - San Giuliano A Mare - Rimini - info: 054121955

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Primi piatti: risotto con avocado e gamberi




Con la bella e calda stagione è facile che diminuisca la voglia di mangiare piatti fumanti, che invece son tanto graditi nelle giornate fredde.
Ecco allora che prendono il via le pietanze fredde, semplici e veloci, nonché colorate e "allegre", che fanno spesso uso di frutti esotici da inserire nelle ricette dei primi piatti.

Oggi daremo la ricetta di un gustoso primo, fatto con riso, gamberetti e il frutto esotico dell'avocado, ideale per chi voglia prepararlo in vista di una giornata fuori casa!

Ingredienti:
  • 300 gr di riso
  • 250 gr di gamberi (anche surgelati)
  • 2 avocado maturi
  • 100 gr di pomodorini ciliegia
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • olio, sale, pepe
Fate bollire il riso in abbondante acqua salata; una volta cotto, scolarlo e passarlo sotto l'acqua fredda; sgocciolarlo e metterlo in una ciotola a raffreddare.
Bollire per 3 minuti i gamberi in acqua salata; scolarli e farli intiepidire.
Tagliare a cubetti piccoli gli avocado e spruzzarli col succo di limone.
Tagliare a pezzetti i pomodorini; unire al riso gamberi, avocado, pomodorini e condire con olio.
Conservare in frigo per un'oretta prima di servirlo; potete decorare il piatto con rametti di aneto e qualche gamberetto.

Ricordiamo che gli avocado non sono sempre facile da trovare, ma soprattutto sono ancora un pò costosi da noi e bisogna stare attenti a non farsi rifilare frutti troppo acerbi o di qualità "scadente".
Quando lo acquistate, per vedere se esso è arrivato alla "giusta" maturazione", con il pollice esercitate una piccola pressione sulla superficie: se è duro e lo prendete ugualmente, non consumatelo subito ma lasciatelo maturare qualche giorno (non in frigo!); se si forma un solco, forse è fin troppo maturo ed è meglio allora scegliere un frutto su cui non si formano solchi, pur non essendo duro come una pietra.
Il frutto va tagliato in tutta la sua lunghezza, come una mela, facendo attenzione al nocciolo.
E' un frutto molto calorico, ricco di potassio, vitamina B ed E.



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Tribù amazzonica e conoscenze geometriche innate




Non è raro sentire, davanti alla consapevolezza di avere qualche seria difficoltà a comprendere e eseguire calcoli, operazioni e ragionamenti matematici e geometrici, frasi del tipo "Non sono portato per la matematica", "sono assolutamente negato!".

Ebbene, forse c'è qualcosa di non proprio corretto in queste affermazioni così categoriche e rassegnate, visto che - stando a recenti scoperte nell'ambito antropologico e delle Scienze Cognitive su tribù amazzoniche che ancora vivono in un modo che gli occidentali ritengono "primitivo" - le intuizioni geometriche hanno una radice innata nell'essere umano.

In particolare, gli studiosi hanno preso in considerazione la tribù dei Mundurucu.
Questa etnia vive in Brasile, ha una popolazione di poco più di 11mila abitanti, sa contare fino a 5, per quantità superiori usa parole con il significato di "molti", "alcuni"; non ci pensano neanche ad imparare a contare perché per loro questo significherebbe sacrificare altre capacità necessarie per sopravvivere nella foresta amazzonica.
Il loro "livello" di approccio quindi alla matematica e alla geometria è simile ai bambini di 5-6 anni.

Il Centro di Ricerca Scientifica di Parigi ha portato avanti uno studio sulla tribù amazzonica dei Mundurucu, chiedendo a 30 persone - rappresentanti questo gruppo etnico - di eseguire dei test di geometria; i loro risultati sono stati messi a confronto con quelli raggiunti da altri 30 bambini, francesi e statunitensi.
E' emerso che gli appartenenti alla tribù possedevano intuizioni e conoscenze di tipo matematico pur non avendo nè alcuna formazione scolastica nè possedendo, nella lingua stessa della tribù, parole che esprimessero concetti matematico-geometrici; infatti la lingua dei Mundurucu prevede solo l'espressione di quantità numeriche approssimate e non ha termini specifici, neanche per indicare figure semplici come il triangolo, o il concetto di rette parallele.
Inoltre, essi ottenevano risultati anche migliori di francesi e statunitensi quando gli esercizi riguardavano la geometria solida.

Questi studi hanno il loro "peso" nell'ambito del dibattito tra innatisti e "anbientalisti", cioè quanto incidono, sulla formazione della nostra personalità e le nostre conoscenze, la cultura, l'educazione... e quanto ci sia invece, in noi, di innato, universale ed indipendente dal contesto sociale.

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Moda: dimmi dove vai e ti dirò chi sei - ITALIA




Bene bene, giugno è alle porte, e noi ci stiamo preparando per scegliere la vacanza ideale. Dove andare? cosa portare, albergo o casa privata? in pochi o in tanti? Quanti problemi, tante volte le vacanze sono più stressanti del lavoro.
Beh io posso aiutarvi a scegliere il Look più adatto alla vostra meta, e come?
Non posso svelarvi troppi segreti, però posso svelarvi 5 TOTAL LOOK tutti MADE IN ITALY.


Sicilia 
Sole, mare, tranquillità profumi, dialetti e coktail all'aperto

Miss Sixty
Fornarina € 120,00

Furla da € 65,00
Mango € 229,00

Emilia Romagna
caldo sole estivo, movida, non passa mai di moda, sapore di piadina

SportMax € 229,00
Top Shop $ 45
Tata Italia € 59,00
Accessorize € 39,00
Puglia
colori, sapori, mare limpido, spiaggia Jamaica Beach, cibo delizioso

Mango € 49,90
Kenzo € 320,00
Mango € 129,00
Liguria
leggerezza, spiagge libere, case seicentesche, Aperitivo allo Zen, porto, pesto
Massimo Dutti € 79,00
H&M € 34,95
Esprit € 139,00
Tosca Blu € 89,00
Toscana
arte, antichità, sapori, dialetto, campagne, tranquillità, campeggio

Pepe Jeans € 90,00
Esprit € 59,95
Roberto Del Carlo € 335,00
Antonello Serio € 139,00


Prima di partire, pensate a dove andate, guardate le immagini, i luoghi informatevi sui locali, ristoranti, posti e musei da visitare. Tutti vogliono andare all'estero ma L'Italia è bella, e bisognerebbe creare un look per ogni regione o addirittura città. Noi abbiamo ciò che gli altri non hanno, l'accoglienza, la solarità, la cucina mediterranea, i bei fusti =), le rovine più belle, i musei più importanti, l'unica vera storia da ricordare.... 
Ci manca l'unità, ma forse si conquisterà nel tempo, ricordiamoci che quest'anno l'ITALIA compie gli anni 150 anni di unità, e io questo articolo lo dedico proprio a lei. 

Consigli Preziosi
Numero 1: Ogni paese o città della nostra penisola, ha usi e costumi diversi. Approfonditeli acquistando quei bellissimi libretti che parlano delle bellezze Italiane così arriverete preparati.
Numero 2: I colori della Sicilia, non sono gli stessi colori della Liguria. In Sicilia domina il giallo limone mentre in Liguria l'azzurro mare, quindi prima di partire pensate ai colori della città o della regione in cui state andando e riempite la valigia di allegria. 
Numero 3: La storia italiana non ha solo 150 anni ma molti, molti e molti di più. Pensate alle civiltà che ci hanno conquistato nel corso della storia. Se pensate ai Greci, acquistate un bellissimo abito lungo bianco mono spalla, che assomiglia a un peplo greco e indossato con i sandali alla schiava. 
Numero 4: Non colorate solo il vostro look ma anche il vostro viso e le vostre unghie, quest'anno i colori fluo sono molto di moda, quindi osate con smalto giallo canarino (non giallo sole per l'amor del cielo), blu mare, cyano, magenta, arancio, fuxia e chi ne ha più ne indossi. 

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La fiamma di Martens alla Clerici: "Antonella perdonami!"




Dopo la quiete seguita alla tempesta nella relazione tra la conduttrice Antonella Clerici e il compagno Eddy Martens, fotografato con un'avvenente brunetta in atteggiamenti sospetti, arriva il colpo di scena: le scuse della ragazza in questione, Stefania Sorrentino.

La giovanissima modella italo-brasiliana ha rilasciato un'intervista a "Di più", dove racconta la sua verità: in primo luogo ha porto le sue scuse alla Clerici, per l'intera vicenda. "Vorrei che mi perdonasse, perchè, anche se tra me e il suo compagno non c'è stato niente, anch'io ho sbagliato ad autorizzare la pubblicazione di quelle foto".

La sua versione sembra quindi confermare quella di Martens, che ha sempre affermato a gran voce di non avere mai tradito Antonella, ma di essere stato vittima di una "trappola": la ragazza si sarebbe accostata a lui solo per avere notorietà e l'errore di Eddy è stato semplicemente dettato dall'ingenuità.

La Sorrentino ha proseguito l'intervista affermando di non avere idea di chi fosse Martens: "Per me era solo un bel ragazzo e basta, ho sbagliato perchè quando il giorno dopo sono stata contattata da fotografi e giornalisti, li ho autorizzati ad andare avanti".

La ragazza, che attualmente lavora come valletta per un'emittente televisiva, denuncia di essere stata raggirata e poi messa da parte: "Mi avevano illusa che questa storia mi avrebbe portato tanta notorietà e lavoro e invece non ho guadagnato neanche un euro".

Conclude affermando, al contrario, di essere stata penalizzata: nessuno la inviterebbe più in televisione per rispetto alla Clerici: "Antonella, ti prego scusami" continua "Vorrei tanto sentirti e chiarire con te una volta per tutte". Chissà se la biondissima presentatrice raccoglierà l'invito.

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Maddalena Corvaglia: abito azzurro il giorno del "sì"




Maddalena Corvaglia, l'ex velina che ha incantato migliaia di spettatori ai tempi di "Striscia la notizia", si è sposata: le nozze si sono tenute al Palazzo di Pico della Mirandola, a Modena, con rito civile.

La sposa ha sfoggiato un originalissimo abito azzurro cielo, capelli raccolti e un sorriso raggiante: sia il suo vestito che quello della sua testimone, e amica del cuore, Elisabetta Canalis, sono creazioni dello stilista Roberto Cavalli; la Canalis, stranamente senza il compagno George Clooney, sfoggiava un abito verde petrolio.

La cerimonia è stata officiata da un ospite d'eccezione: Vasco Rossi. Lo sposo è infatti il suo chitarrista, dunque il cantante è stato tra i primi nella lista degli invitati, ma non solo: grazie a una speciale delega, ha potuto unire in matrimonio i novelli marito e moglie.

Tra qualche mese arriverà anche un bimbo (o una femminuccia) a completare la felicità della coppia: la Corvaglia è infatti ai primi mesi di gravidanza. Auguri e figli maschi!

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Vasco Rossi e le sue canzoni piene di emozioni e di sincerità.




Nel 1987 esce C'è chi dice no, una ribellione già nel titolo, poi Liberi liberi.
Il 7 luglio del 1990 arriva la consacrazione, il concerto "Fronte del palco" a San Siro, ottanta mila persone alla corte di Vasco Rossi detto Blasco.
Ed è proprio nei concerti che si capisce il rapporto che lega Vasco ai suoi fan.
I suoi eventi dal vivo sono quasi tutti uguali, una messa pagana, puoi indovinare quali movimenti farà in quella precisa canzone, puoi anticipare le sue mosse ed espressioni, mentre sai con sicurezza che l'ultimo sarà Alba chiara.
Il bello è che le sue canzoni non le canti, le rivivi, le soffri, entrano così tanto a far parte della tua vita che è come se le avessi scritte tu.
Vasco ha rappresentato l'anti conformismo e la potenza dei sentimenti.
Negli anni novanta ha pubblicato un album ogni tre anni, mischiando pezzi rock a ballate romantiche.
Così, accanto a canzoni come Spari sopra, nell'omonimo album del '93 c'erano Gabry, Vivere e Stupendo.
Mentre in Nessun pericolo per te del 1996, Gli angeli e la fantastica Sally, poi, dopo l'uscita di Canzoni per me, con il grandissimo successo di Rewind, anche chi lo disprezzava ha iniziato ad adorarlo.
Vasco Rossi è partito da Zocca, è maturato, ha messo su famiglia ed è diventato uomo, ma non ha mai perso quello sguardo sognante e stranulato da bambino.
Vasco sa benissimo che diventare vecchi non è un'evoluzione anagrafica, ma una deriva morale.
Vasco Rossi ha fatto molto di più che intercettare le esigenze di una generazione, ha descritto delle sensazioni universali che, prima o poi vivi e a cui resti legato per sempre.
Ecco perchè ai suoi concerti puoi trovare un cinquantenne accanto a un sedicenne.
Per Vasco la vita spericolata è un atto di coraggio e di sincerità, vivere, non fare finta.
Vasco è quello che è andato avanti, nel bene e nel male ed è sempre stato sincero.
E la sincerità è il miglior insegnamento che un padre possa trasmettere al proprio figlio.
Questo è Vasco Rossi.

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Vasco Rossi e la sua vita spericolata.




Vasco Rossi, 59 anni con gli stivali, la pancetta, la pelata e la voce intrisa di Lucky Strike è riuscito a entrare nel cuore di migliaia di persone senza distinzione.
L'ultimo suo lavoro, Vivere o niente domina le classifiche e ha già raggiunto le 300 mila xopie, mentre i biglietti per il suo nuovo tuor negli stadi, che inizia il 5 giugno, sono sold out dai primi giorni di vendita.
Dal 1978, a oggi lo hanno accusato di essere un drogato, un filosofo da quattro soldi e di incitare i giovani alla vita spericolata, eppure è ancora qua, ascoltato, venerato, considerato un maestro.
Vasco è riuscito a conquistare l'anima di tantissima gente, risultando molto più efficace di scuole, insegnanti e buoni esempi.
Soprattutto se si parla di amore, donne, sogni ed emozioni, che poi sono i capitoli fondamentali della vita.
Vasco Rossi nasce a Zocca, un paesino sull'Appennino modenese, il 7 febbraio del 1952.
La ribellione è sempre stata una sua caratteristica, a 14 anni entra in un collegio, ma tenta più volte la fuga.
Vasco si trasferisce così a Bologna dalla zia, dove la gente lo criticava per come si vestiva e lo evitavano.
La sua diversità diventa un valore, grazie alla musica e nella sua musica.
Abbandona gli studi di Economia e commercio, torna a Zocca e fonda Punto Radio, una delle prime radio libere in Italia.
Esce il suo primo Ip Ma cosa vuoi che sia una canzone e vende 1.247 copie.
Nel 1979 ecco Non siamo mica gli americani, e il 4 novembre muore il padre.
Vasco gli dedica Canzone, una delle meno famose e delle più belle.
Vasco Rossi, scrive pezzi che entreranno nella storia, Siamo solo noi, Vado al massimo, Bollicine, Vita spericolata, e nella storia entreranno anche i suoi comportamenti.
Al Festival di Sanremo, nel 1982, lascia il palco quando la canzone non è ancora finita.
E in un periodo, quelli degli anni ottanta, dei paninari, della cultura del conformismo, lui si differenzia con la sua ironia e con le sue canzoni parlate che non hanno una storia con un inizio e una fine ma che sono fatte di sensazioni, di rabbia e d'amore.
Il resto la fa il suo stile di vita, le donne, portate in camerino dopo ogni spettacolo, l'arresto per cocaina, i 22 giorni di carcere.
Così, finalmente, anche l'Italia ha la sua rockstar.
Da Cosa succede in città (1985) in poi è il delirio.

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Misseri scarcerato: assente durante omicidio Sarah




E' di oggi pomeriggio la notizia secondo cui Michele Misseri, il contadino di Avetrana, la prima persona ad essere stata accusata ed imputata per il delitto di Sarah Scazzi, è stato scarcerato, su richiesta della Procura di Taranto.
Misseri ha trascorso 236 in carcere e, secondo il Gip Rosati, essendo scaduti i termini di custodia preventiva previsti per l'accusa di omicidio (che è sempre stato il primo capo di imputazione che gravava su Michele, essendosi egli stesso autoaccusato dell'assassinio della nipote 15enne) e che corrispondono a 7 mesi, non c'era motivo di tenerlo ancora in carcere.

Ma non è solo questo; secondo le ultime ricostruzioni ed ipotesi degli inquirenti, Michele neanche sarebbe stato presente in casa durante l'omicidio della piccola Sarah; infatti, si conferma sempre la teoria che vede Sabrina Misseri come la vera e unica assassina della cuginetta, mentre la madre - Cosima Serrano - da qualche giorno anche lei in arresto - sembra abbia contribuito lasciando che la figlia commettesse l'omicidio, quindi le sarebbe imputabile il reato di soppressione di cadavere e concorso in omicidio; le due donne avrebbero quindi "obbligato" Michele Misseri ad aiutarle per provvedere a liberarsi del cadavere.
Questa ipotesi risulterebbe dalla valutazione di una serie di intercettazioni ambientali, nelle quali lo zio di Sarah sembrerebbe sostenere di essere dispiaciuto per ciò che sarebbe accaduto alla propria famiglia, ma che che non poteva farci nulla perché lui avrebbe fatto venir fuori il "fattaccio".
Praticamente, da orco e omicida, Michele finirà, molto probabilmente e se le cose continuano così, a subire un processo "solo" per concorso in soppressione di cadavere.
Intanto, stamattina mamma e figlia sono state interrogate per convalidare il provvedimento cautelare ma si sono avvalse della facoltà di non rispondere.

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Cetrioli killer: vittime in Germania, sequestri in Italia




In questi giorni si è diffusa la preoccupante notizia di decine di vittime e migliaia di persone infette ( si parla di 1200 persone) a causa di un batterio - l'Escherichia Coli - presente, molto probabilmente, in cetrioli provenienti dalla Spagna e mangiati crudi e non lavati bene; i sintomi erano quelli tipici dei disturbi intestinali.
Ma l'epidemia pare abbia coinvolto anche altri 5 Paesi europei (Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Austria, Olanda); anche se per adesso in Italia non sono stati denunciati casi di gente che ha mangiato cetrioli e si è sentita male, a scopo preventivo, i Carabinieri del Nas hanno sequestrato 7 quintali di cetrioli con l'obiettivo di fare degli esami accurati sul prodotto e capire se c'è il batterio.

Per ora, di certo ci sono solo le vittime, ma non è possibile stabilire con chiarezza se ad essere portatori del batterio siano proprio i cetrioli e se siano proprio quelli provenienti dalla Spagna; gli esperti tedeschi sostengono che non è semplice stabilire l'origine esatta da cui è partita l'epidemia, fatto sta che si stanno esaminando i suoli e l'acqua di Malaga e Almeria (Andalusia), perché è da lì che sarebbero giunte, in Germania, le partite di cetrioli.

Intanto, non solo la Germania ha provveduto immediatamente alla rimozione di prodotti vegetali provenienti dalla Spagna dagli scaffali dei supermercati, ma anche Belgio e Russia hanno bloccato l'importazione di questi alimenti.


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Il Padova espugna Torino e va ai playoff




Il Padova è la quarta ed ultima squadra qualificata ai playoff; la squadra di Alessandro Dal Canto, subentrato ad Alessandro Calori dopo la 31° giornata, batte il Torino per 2-0 all'Olimpico e accede ai playoff. I gol dei veneti portano le firme di Cuffa al 43' e di De Paula all'80'. A fine partita scoppia la contestazione dei tifosi granata.

La squadra veneta chiude al 5° posto, grazie alla sconfitta della Reggina in casa del Sassuolo per 3-2. Montiel porta in vantaggio i calabresi al 20', Consolini pareggia al 38'. La doppietta di Martinetti (47' del primo tempo e 65') porta gli emiliani sul 3-1, prima che Alessio Viola accorci all'81'. Dopo i playoff Gianluca Atzori passerà alla Sampdoria.

Con questa vittoria la squadra neroverde si salva, così come Cittadella e Ascoli.

Il Cittadella sconfigge per 3-2 un Pescara che non aveva più nulla da chiedere al campionato; il grande protagonista della partita è il solito Federico Piovaccari, autore di una doppietta che lo porta a 23 gol in classifica cannonieri e lo laurea capocannoniere. Il centravanti veneto sblocca il risultato su rigore al 24'; nell'occasione viene espulso il portiere ospite Bartoletti, che ha atterrato Piovaccari lanciato a rete. Giacomelli pareggia al 26', ma nel giro di pochi minuti il Cittadella si porta sul 3-1 con Piovaccari (29') e Di Roberto (34'); Verratti fissa il definitivo 3-2 al 92'.

L'Ascoli supera la già retrocessa Triestina per 3-0 grazie alla doppietta dell'ungherese Feczesin, in gol al 23' e al 49', e al gol di Moretti al 36'; la salvezza dei marchigiani è una vera e propria impresa, visti i 6 punti di penalizzazione (uno era stato restituito nei giorni scorsi) e l'ultimo posto qualche mese fa, che ha portato al cambio in panchina (Leonardo Castori al posto di Elio Gustinetti).

L'Atalanta pareggia a Grosseto per 1-1 e chiude il campionato al primo posto; i nerazzurri passano in vantaggio al 44' con il 14° gol di Tiribocchi. I maremmani pareggiano con Caridi all'83'. In serata l'Atalanta festeggia la vittoria del campionato allo stadio di Bergamo; capitan Cristiano Doni alza la coppa della vittoria davanti a più di 4.000 tifosi.

Il Siena perde per 1-0 in casa dell'AlbinoLeffe; decide il Grossi all'84'.

L'AlbinoLeffe disputerà i playout contro il Piacenza, che ha perso per 1-0 a Varese; decide Nadarevic al 92'.

Il Novara perde l'imbattibilità casalinga in seguito alla sconfitta contro il Modena per 3-2 al termine di una partita dal risultato altalenante: Mazzarani porta in vantaggio i canarini al 3', Pinardi al 31' e Coubronne al 74' ribaltano il risultato, ancora Mazzarani al 76' e Greco all'84' danno la vittoria alla squadra emiliana.

Il gol numero 19 di Abbruscato, in rete al 29', non basta al Vicenza per battere l'Empoli; i toscani pareggiano al 45' con Brugman, all'esordio da titolare. Abbruscato eguaglia il miglior bottino stagionale di Schwoch, oggi direttore sportivo della squadra vicentina.

Il Livorno si congeda con la vittoria per 2-1 sul Frosinone; gli amaranto vanno sul 2-0 con il rigore di Danilevicius al 59' e il gol di Cellerino dieci minuti dopo, poi subiscono l'autorete di Lambrughi all'87'.

Il Crotone espugna Portogruaro per 3-2 con un gol di Curiale al 92'. Gerardi porta in vantaggio i padroni di casa all'11', quattro minuti dopo pareggia Matute. Nel secondo tempo 2-1 di Altinier al 16', pareggio di Cutolo al 20' e gol risolutivo di Curiale.

Classifica finale: Atalanta 79; Siena 77; Novara 70; Varese 68; Padova 62; Reggina 61; Livorno 59; Torino 58; Empoli 57; Modena 55; Crotone e Vicenza 54; Pescara 53; Cittadella, Grosseto e Sassuolo 51; Ascoli (-6) 50; AlbinoLeffe 49; Piacenza 46; Triestina e Portogruaro Summaga 40; Frosinone 38

VERDETTI
Promosse in Serie A: Atalanta e Siena
Ai playoff: Novara, Varese, Padova e Reggina
Ai playout: AlbinoLeffe e Piacenza
Retrocesse in Prima Divisione: Triestina, Portogruaro Summaga e Frosinone

SEMIFINALI PLAYOFF
Andata (2 giugno): Reggina-Novara (ore 18.30), Padova-Varese (ore 21)
Ritorno (5 giugno): Varese-Padova (ore 18.30), Novara-Reggina (ore 21)

FINALE PLAYOFF
Andata: 9 giugno ore 20.45
Ritorno: 12 giugno ore 20.45

PLAYOUT
Andata (4 giugno): Piacenza-AlbinoLeffe (ore 20.45)
Ritorno (11 giugno): AlbinoLeffe-Piacenza (ore 20.45)

Il Giudice sportivo ha squalificato per una giornata Bartoletti (Pescara), Budel (Torino), Espinal (Portogruaro Summaga) e Dei (allenatore Portogruaro Summaga).

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FUNK FUNK CHALLENGE MIX ARTIST: DJ GATY LOPEZ




Vi chiederete cosa fanno nello stesso video una pupa, un dj e la splendida cornice di una Milano insolitamente colorata?
Bene, tutto questo è FUNK FUNK, l’ultima fatica musicale proiettata in estate dal dj & produttore Gaty Lopez.

Di origini pugliesi, si trasferisce a Milano che come un trampolino naturale espande il suo campo d’azione dall’Italia al mondo. Fortunato e’ il sodalizio con la titolata label PACHA RECORDINGS, ( IL BRAND DELLE CILIEGIE DI IBIZA, TANTO PER INTENDERSI) che segna un passaggio fondamentale per la carriera di Gaty.

Godiamoci il Video:



Pulsante ed incalzante “Funk Funk”è un mix ipnotico di sonorità House curate nei minimi particolari che trovano il massimo della loro esaltazione nella versione video
Un cenno speciale per la realizzazione del videoclip.alla freschezza della ormai notissima “pupa” Pasqualina Sanna che pienamente a suo agio in questo viaggio metropolitano alla scoperta della musica, offre un delizioso spettacolo di vivacità e brio.
Allacciate le vostre cinture di sicurezza perché è arrivato il momento di lasciarsi andare sulle note taglienti e sulle immagini trascinanti del nuovo viaggio musicale di Gaty Lopez.

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Credem: "Prestito Obbligazionario" Offerta 30 mesi 3,15% tasso lordo annuo




Fino al 17 Giugno 2011, Credem (Credito Emiliano), lancia l'offerta riguardante una tipologia di prestito obbligazionario a breve termine, grazie al quale è possibile ottenere una cedola trimestrale ad un tasso lordo annuo pari al 3,15% ed il diritto al rimborso a scadenza dell'intero capitale investito.

PRESTITO OBBLIGAZIONARIO IN BREVE:
  • Durata 30 mesi;
  • Tasso annuo al lordo degli oneri fiscali 3,15%*;
  • Importo minimo sottoscrivibile 1.000 euro;
  • L’offerta è rivolta al pubblico indistinto in Italia;
  • Le obbligazioni sono sottoscrivibili dal 23 maggio al 17 giugno 2011 per l’offerta in sede e dal 23 maggio al 10 giugno per l’offerta fuori sede salvo chiusura anticipata dell’offerta o proroga del periodo di offerta.
Altri prodotti del credito emiliano postati sul blog:
  1. Mutuo Casa Tasso Misto Credem: "MULTISWITCH"
  2. Credem NONSOLOTRE: "Personal Banker & Conto Corrente 3%"
  3. Credem SENZA SPESE WEB: Conto Corrente Online per chi utilizza internet

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Che paura lo svezzamento! Come e quando procedere?




Lo svezzamento è una tappa fondamentale nello sviluppo del bambino, ma è ricco di implicazioni di carattere psicologico anche per la mamma. Perché svezzamento significa eliminazione progressiva dell’allattamento, naturale o artificiale che sia, e quindi comporta un distacco graduale del bambino dalla mamma. Per alcune mamme questa autonomizzazione del loro piccolo è un po’ un trauma, perché l’allattamento, anche quello al biberon, costruisce un rapporto a due esclusivo che è estremamente appagante. Tuttavia questa sensazione bellissima può essere pian piano sostituita da un’altra: la soddisfazione di essere colei che inizia il proprio piccolo al mondo dei sapori… e perché no, della buona cucina!
Inizia bene lo svezzamento, e costruirai un futuro buongustaio!
A quale età è opportuno iniziare ad introdurre cibi diversi dal latte materno? Bella domanda!
Da mamma dilettante quale sono, per le mie due figlie ho chiesto il parere di diversi pediatri, ho letto riviste, articoli sul web e libri di puericultura sia italiani che stranieri, e ho ricevuto decine di consigli – la maggior parte non richiesti – alcuni dei quali assolutamente fantasiosi.
Alla fine, con soli tra anni di intervallo, ho sperimentato due forme di svezzamento molto diverse tra loro. Nella prima esperienza, accogliendo i suggerimenti di un pediatra di orientamento tradizionale, ai 4 mesi ho iniziato a proporre degli omogeneizzati di frutta. Ho ancora qualche filmato nel quale, come in una pubblicità di qualche anno fa, mia figlia sputa la pappa con precisione degna di un cecchino, e tre quarti del vasetto finiscono sul pavimento e la mia persona, mentre solo una minima parte giunge dove dovrebbe: lo stomaco dell’infante ribelle. Con le settimane le capacità di mia figlia sono migliorate e si è creato un rapporto di pacifica convivenza col cucchiaino, cosa che ha permesso di introdurre altri “amici”, quali il sig. brodo, il sig. liofilizzato di carne, e il sig. formaggino. È stato uno svezzamento lungo, scandito da tabelle molto precise su quali cibi erano consentiti in base all’età, e questo in qualche modo era rassicurante: il rispetto rigoroso delle tabelle dà l’impressione di stare facendo la cosa giusta. Naturalmente non sempre i cibi proposti erano graditi: ad esempio mia figlia non ha mai potuto sopportare le varie creme di cereali, mentre la pasta al sugo è stata da subito nella sua top ten culinaria, per cui l’andamento dello svezzamento è stato un po’ altalenante e alcuni momenti sono stati davvero stressanti, per me e per lei.
Tre anni dopo, andato in pensione il pediatra, la dottoressa che gli è succeduta ha scardinato completamente le mie poche certezze su come condurre lo svezzamento. In primo luogo, come “compito a casa” ha commissionato acquisto e lettura del libro “Io mi svezzo da solo!” di Lucio Piermarini, pediatra che si è adeguato alle più recenti linee guida ONU in tema di alimentazione infantile e svezzamento.
E, come spesso accade, il futuro è guardare al passato. Prendendo spunto da quanto facevano le nostre bisnonne, e tuttora viene fatto in paesi considerati meno evoluti del nostro, e corredando queste osservazioni con riferimenti scientifici di rilievo internazionale, Piermarini spiega che a 4 mesi i bambini non sono pronti per lo svezzamento: non sono capaci di deglutire, anche perché non sanno stare ancora seduti autonomamente, e l’introduzione del cucchiaino in bocca risulta fastidiosa, per cui le scene in cui l’omogeneizzato finisce ovunque fuorché in bocca sono la norma. Ma le mamme solerti, come me, insistono pazientemente, attendendo che la situazione migliori. E infatti migliora… ma dopo i 6, 7, magari 8 mesi.
Riassumendo e semplificando notevolmente ciò che Piermarini consiglia, e che la mia pediatra ha caldeggiato, è di attendere che il bambino mostri interesse per ciò che c’è sulla tavola dei genitori e fratelli più grandi, allungando le manine verso i piatti. Nel caso della mia seconda figlia, ciò è avvenuto verso i 9 mesi inoltrati, e fino a quel momento ho continuato a darle solo il latte, senza rimorsi. Quando, seduta sul seggiolone, ha afferrato una pennetta dal mio piatto, abbiamo capito che il grande momento era giunto. Cosa abbiamo fatto? L’abbiamo seduta a tavola con noi.
Abbiamo adattato il nostro menù al palato di una bambina piccola, evitando condimenti piccanti o pepati, e abbiamo iniziato a tagliuzzare i cibi molto piccoli. All’inizio la bambina mangiava solo con le mani, e direttamente dal vassoio del seggiolone o dal mio piatto, ma nel giro di pochi mesi ha acquistato confidenza con il proprio piatto e le posate, traendo grande soddisfazione dal mangiare in autonomia.
Così, questo secondo svezzamento è avvenuto in modo molto più semplice e naturale del primo, anche se è iniziato diversi mesi dopo. Non esiste una formula perfetta da seguire, valida in tutti i casi e per tutti i bambini, ma per quanto riguarda la mia esperienza la seconda modalità di svezzamento è risultata meno stressante per tutti, e più gratificante per grandi e piccini.


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I nuovi sindaci : festeggiamo De Magistris e Pisapia?!




In Piazza Municipio a Napoli per il ballottaggio e dalle 21,00 anche per festeggiare la vittoria del nuovo sindaco, Luigi  De Magistris.

I ballottaggi delle elezioni amministrative 2011 hanno visto la vittoria di Giuliano Pisapia, a Milano, contro la Moratti, con pagine che seguono in tempo reale lo spoglio delle schede, all’interno del sito interno.it, abbiamo potuto seguire tutto da vicino.

I dati fino ad ora danno vincitore Luigi de Magistris con una percentuale del 65% e Lettieri intorno al 34 %.
Pisapia a Milano con una percentuale del 55,8 % contro Letizia Moratti con una percentuale del 44,8%. Il distacco c’è ma è minimo, invece a Napoli De Magistris vola.
A Milano l’affluenza non è calata, mentre nel resto dell’Italia si.

Quindi i due candidati del centrosinistra hanno vinto i due ballottaggi più importanti per l’elezione a sindaco.

Uno dei punti di forza del programma del nuovo sindaco è l’ambiente ed il problema dei rifiuti. A favore della raccolta differenziata e un po’ meno all’utilizzo massiccio degli inceneritori, vorrebbe raggiungere, come nel quartiere pilota di Napoli, una raccolta porta a porta della differenziata, del 66 %.

Impianti di compostaggio ed isole ecologiche, tassa sui rifiuti solo sull’indifferenziata, così fa premiare i cittadini più virtuosi nella raccolta differenziata.



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Coppa Italia: la finale si tinge di nerazzurro




Leonardo vince il primo titolo da allenatore e regala all'Inter la settima coppa Italia. Con la vittoria di ieri sera i nerazzurri possono archiviare questa stagione, che ha dato non pochi problemi , e pensare al futuro partendo proprio da qui.

L'uomo chiave della partita è ancora una volta Samuel Eto'o che segna una doppietta (37 gol stagionali) e colpisce anche una traversa nel finale, mancando il record storico con l'Inter.

L'assetto tattico nerazzurro in questa gara è stato diverso dal solito, quasi Mourinhiano.

Leonardo ha schierato una squadra prudente, molto coperta, che ha semplicemente gestito le energie e aspettato per le occasioni giuste, trafiggendo i rosanero proprio mentre quest'ultimi credevano di bucare la difesa avversaria.

La squadra di Delio Rossi ha giocato bene ed ha avuto diverse occasioni. La differenza sostanziale della gara, però, è stata fatta proprio dalla esperienza dei campioni come Eto'o e Milito che non hanno mancato l'appuntamento al gol nelle poche occasioni capitate.

L'attaccante camerunense dell'Inter, infatti, porta in vantaggio i suoi compagni nel primo tempo e raddoppia al 76' del secondo tempo. In entrambe le reti ci sono 2 passaggi millimetrici di Sneijder che sia pure non in ottima forma ha dato un grande contributo alla causa nerazzurra.

Nei minuti finali arriva il momento della speranza per il Palermo. Munoz, infatti, all'88' accorcia le distanze di testa, su azione di calcio d'angolo, facendo esultare di gioia i 40.000 tifosi palermitani sugli spalti dell'Olimpico di Roma.

4 minuti dopo, però, il principe Diego Milito chiude la partita segnando il terzo gol per la sua squadra e rassenerando finalmente il suo allenatore.

Bisogna dire che la squadra siciliana ha dimostrato grandi capacità. Incredibile la sequenza di occasioni al 33' quando ben 4 giocatori rosanero mancano il tiro vincente.

Si chiude, dunque, con una bella vittoria per Leonardo la sua prima esperienza alla corte del Presidente Moratti.

Risulatato finale: Inter-Palermo: 3-1.

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Maschere di bellezza con albicocche e melone





La primavera sta per lasciare il posto ufficiale all'estate e questo periodo ci offre una golosa varietà di frutta colorata ed invitante da introdurre sulle nostre tavole!
Ma la frutta non fa solo bene in termini di alimentazione; i suoi principi nutritivi la rendono adatta anche per "nutrire" e idratare la pelle!
E' possibile infatti ottenere facilmente delle semplici ed economiche (e di questi periodi, risparmiare non fa mai male!) maschere di bellezza che contribuiscano anche a mantenere la nostra abbronzatura perfetta più a lungo!

Incominciamo dal melone!
Anzitutto, è importante fare una bella pulizia del viso, per eliminare ogni traccia di impurità dovute al trucco; potete anche idratare la pelle con dell'olio di mandorle: poi procuratevi un melone, che taglierete a fette.
Dopo aver preso una sola fetta, tagliatela e schiacciatela in una ciotola, rendendola come una pappa; mischiatevi un po' di panna da cucina e quando avrete ottenuto un composto omogeneo, applicate la maschera sul viso e anche sul collo.
Tenetela per almeno 15 minuti, poi rimuovetela con una spugnetta e sciacquate con acqua tiepida.
Ricordiamo che il melone è un frutto davvero ricco di virtù, utile a idratare il corpo, favorendo l'eliminazione delle tossine; essendo ricco di sali minerali, acqua e vitamine, è davvero adatto nei periodi caldi a mantenere pelle e capelli lucenti ed elastici.

Ma passiamo ad un altro gustosissimo frutto estivo, dall'allegra polpa arancione: l'albicocca!
Per preparare una bella maschera per il vostro viso, pelate due o tre albicocche, tritate la polpa e mescolatela con del latte; una volta ottenuta una crema, fatela riposare per mezzora.
Applicatela sul viso, lasciandola per 30 minuti; poi sciacquate abbondantemente con acqua tiepida, asciugando la faccia con delicatezza, tamponando con un panno morbido.
L'albicocca, tra le tante qualità nutrizionali, contiene carotene, vitamina A,B e C, è ricostituente ed energetica e pare prevenga gli effetti dell'invecchiamento.








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Fognini si ritira dal Roland Garros




C'è amarezza per tutti gli Italiani che ieri hanno tifato per Fabio Fognini.
Infatti, dopo l'impresa gloriosa di ieri contro lo spagnolo Montanes, il tennista italiano ha annunciato il ritiro dal torneo parigino, permettendo al n° 2 al mondo Djokovic di accedere direttamente alla semifinale.
Diciamo che c'era da aspettarselo, viste le condizioni in cui ha giocato gli ultimi games della partita, praticamente da infortunato.
E così un problema alla coscia non permetterà al tennista italiano, che ci ha fatto sognare ieri, di giocarsela.
Fognini aveva riportato il tennis maschile italiano ai quarti dopo circa 50 anni di assenza, ma purtroppo la sfortuna si è messa contro.
Non oso immaginare come l'abbia presa Montanes.
Per fortuna, però, abbiamo ancora un motivo per continuare a seguire il grande slam di Roland Garros.
Anzi più di uno.
Per quanto riguarda il torneo femminile singolare, abbiamo la nostra Francesca Schiavone che, dopo aver superato ieri in tre set la Jankovic, domani giocherà i quarti contro la russa Pavlyuchenkova.
Ma l'Italia c'è ancora nel doppio maschile e femminile: per il primo abbiamo la coppia Bracciali- Starace che affronterà ai quarti la coppia americana Bryan, mentre per le donne abbiamo Flavia Pennetta in coppia con la Dulko che, invece, sempre ai quarti, sfiderà la coppia Mirza-Vesnina.

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Findomestic ed i prestiti a zero spese e zero sorprese




La Findomestic propone prestiti personali da richiedere sostenendo zero spese e zero costi accessori, la promozione è valida fino al 31 maggio 2011.

Il finanziamento può arrivare fino a 30.000 euro con un piano di rientro che arrivi fino a 84 rate, la richiesta del prestito verrà fatta online e sempre, attraverso il sito, si potrà seguire l’avanzamento della pratica.

Il Taeg massimo applicabile è del 10,30 %.
I requisiti per la richiesta del prestito sono: età di chi richiede il prestito dovrà essere compresa tra 18 e 75 anni,  essere residenti in Italia e possedere un reddito dimostrabile.

Facciamo un esempio di prestito personale:
un prestito di 5.000 euro corrisponderà ad 84 rate da 82,90 euro ciascuna, con un TAN di 9,95 % ed un Taeg di 10,42 %.
Un prestito di 15.000 euro da estinguere in 120 rate da 187 euro, presenta un TAN di 8,62 % ed un Taeg fisso di 8,97 %.

Gli esempi riportati non comprendono la spesa per stipulare la polizza assicurativa.

Questa promozione è valida fino al 31 maggio e va presa al volo sul sito della Findomestic dove si potrà fare un preventivo cliccando su calcola la rata e chiedi il prestito.

Subito dopo aver inserito i vostri dati sul sito, riceverete la risposta di fattibilità!

I prestiti della Findomestic vanno da 5000 a 30.000 euro di progetti.

E dunque affrettatevi se avete bisogno di piccole cifre, per progetti da realizzare, oppure se volete rinnovare l’arredamento della vostra abitazione, o ancora se vi occorrono cifre più importanti; fino a 30.000 euro.

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Alberto Contador vince il 94° Giro d'Italia




Alberto Contador vince il 94° Giro d'Italia; per lo spagnolo della Saxo Bank Sungard è la seconda affermazione in due partecipazioni alla corsa rosa (l'altro successo risale al 2008).

Per la Spagna è la quarta affermazione al Giro d'Italia: oltre alle due di Contador, c'è la doppietta di Miguel Indurain nel 1992-1993.

L'Italia guida con 65 successi, l'ultimo dei quali è stato firmato da Ivan Basso nel 2010.

La vittoria dello spagnolo non ammette discussioni, vista la sua netta superiorità su tutti gli altri corridori; Contador porta a casa anche due successi di tappa (Etna e cronoscalata di Nevegal), la maglia rossa (classifica a punti), il Premio combattività e il Premio Azzurri d'Italia (piazzamenti).

In carriera Contador vanta 56 successi, tra cui spiccano 3 Tour de France (2007, 2009 e 2010) e una Vuelta a Espana (2008); ha vinto anche il Velo d'Or (premio per il miglior ciclista dell'anno) nel 2007, nel 2008 e nel 2009.

Sul podio finale salgono anche Michele Scarponi, 2° a 6'10'', e Vincenzo Nibali, 3° a 6'56''; per il siciliano della Liquigas-Cannondale è il terzo podio consecutivo in una grande corsa a tappe, dopo che nello scorso anno ha ottenuto il 3° posto al Giro d'Italia e la vittoria alla Vuelta a Espana.

L'ultima tappa, una cronometro di 26 km sulls strade di Milano, viene vinta dal britannico David Millar, che precede il danese Jan Rasmussen e Contador.

Nibali non riesce a scalzare Scarponi dal secondo posto in classifica generale: il siciliano recupera solo 10'' al corridore della Lampre-Isd, che prima della cronometro aveva 56'' di vantaggio.

Il bielorusso Konstantin Sivtsov scavalca lo spagnolo Mikel Nieve Ituralde al 10° posto della generale; nella cronometro i due sono arrivati rispettivamente 10° a 1'16'' e 114° a 3'47''.

Danilo Di Luca chiude la cronometro al 159° ed ultimo posto con 5'40'' di ritardo e occupa il 69° posto nella classifica generale a 2h32'27''.

ORDINE D'ARRIVO DELLA CRONOMETRO
1. Millar 30'13''
2. Rasmussen a 7''
3. Contador a 36''
4. Porte a 43''
5. Popovych a 55''
6. Van Emden a 1'02''
7. Meyer a 1'04''
8. Gretsch a 1'08''
9. Machado a 1'12''
10. Sivtsov a 1'16''
11. Nibali a 1'18''
16. Kreuziger a 1'26''
17. Scarponi a 1'28''
19. Konovalovas a 1'30''
20. Kruijswijk a 1'31''
35. Menchov a 2'03''
40. Joaquin Rodriguez a 2'14''
46. Rujano Guillen a 2'25''
54. Garzelli a 2'36''
63. Sastre a 2'43''
71. Gadret a 2'51''
97. Anton a 3'25''
101. Lastras a 3'35''
102. Arroyo Duran a 3'36''
105. Le Mevel a 3'40''
114. Nieve Ituralde a 3'47''
159. Di Luca a 5'40''

CLASSIFICA GENERALE FINALE
1. Contador 84h05'14'' (media 38,818 km/h)
2. Scarponi 6'10''
3. Nibali a 6'56''
4. Gadret a 10'04''
5. Joaquin Rodriguez a 11'05''
6. Kreuziger a 11'28''
7. Rujano Guillen a 12'12''
8. Menchov a 12'18''
9. Kruijswijk a 13'51''
10. Sivtsov a 14'10''
11. Nieve Ituralde a 16'08''
14. Arroyo Duran a 26'56''
15. Le Mevel a 32'08''
18. Anton a 37'39''
26. Garzelli a 1h04'
30. Sastre a 1h07'33''
38. Lastras a 1h25'05''
69. Di Luca a 2h32'27''
159. Emden a 4h49'15''
Chilometri percorsi: 3.265

LE ALTRE CLASSIFICHE
A punti: Contador 202, Scarponi 122, Nibali 121
Gran premio della montagna: Garzelli 67, Contador 58, Rujano Guillen 43
Giovani: Kreuziger 84h16'42'', Kruijswijk a 2'23'', Stetina a 38'41'' (miglior italiano Ulissi, 8° a 1h20'14'')
Fast Team: Astana 252h44'52'', Movistar a 9'59'', Ag2R La Mondiale a 11'23'' (miglior squadra italiana l'Acqua&Sapone, 8° a 1h07'57'')
Squadre a punti: Lampre-Isd 338, Androni Giocattoli 29, Ag2R La Mondiale 298

Nieve Ituralde ha vinto il " Premio Mimmo Fusco ", intitolato al giornalista Rai prematuramente scomparso nel 2005; lo spagnolo ha trionfato nel tappone dolomitico del Gardeccia, frazione più vista di questo Giro con 4.100.000 spettatori.

Il Team Leopard ha vinto il " Trofeo Bonacossa ", che spetta al protagonista dell'impresa più bella ed è dedicato ad Alberto Bonacossa, tra i padroni dell'olimpismo e della Gazzetta, e al figlio Cesare, che ne continuò l'opera; la squadra ha " vinto " la tappa di Livorno in nome di Wouter Weylandt, lo sfortunato ciclista belga morto il 9 maggio.

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Bellezza: aver cura dei capelli in estate




L'estate è praticamente arrivata e con essa il mare, il sole, il relax tanto agognato!
Ma se è vero che il caldo estivo porta con sé riposo e divertimento, è pur vero che non dobbiamo trascurare di prenderci cura del nostro corpo.
Si sa quanto sono importanti i capelli per ogni donna ed è essenziale che adottiamo degli accorgimenti per evitare che il sole, le alte temperature, la salsedine ecc... li sfibrino e li indeboliscano.
Anzitutto, può essere utile indossare un cappello, quando si è in spiaggia o comunque sotto al sole; da non sottovalutare l'importanza di applicarvi oli protettivi, a base di mandorla e germe di grano, che prevengono la formazione delle doppie punte.
E' utile anche usare un balsamo con filtro di protezione solare, senza risciacquo; se invece bisogna risciacquare, basta farlo per bene, per evitare che i capelli sembrino "grassi" e pesanti; l'importante è usare il balsamo, perché aiuta a districare i nodi che inevitabilmente si formano andando al mare, sudando e col caldo.
I lavaggi con lo shampoo devono essere accurati e frequenti e durante il risciacqui si può fare ricorso a rimedi naturali (aceto di mele o acqua e limone), che rendano i capelli lucenti e riequilibrare l'acido del cuoio capelluto.

Da ricordare anche di ridurre l'uso del phon e di stare attente alla dieta, in particolare dando spazio a frutta e verdura.

Insomma, i nostri capelli vanno coccolati e per prendercene cura a volte basta solo un po' di buona volontà!

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