
Un settore che beneficerebbe molto dell'uso di software libero e dei formati aperti è quello della Pubblica Amministrazione, che dovrebbe garantire l'accessibilità ai propri documenti informatici alla maggior parte della gente senza costringere i cittadini all'acquisto di costosi sistemi operativi e software proprietari. Purtroppo però per una serie di motivi non sempre chiari, il nostro apparato politico e della pubblica amministrazione non ha ancora attuato un uso esteso di queste tecnologie informatiche.
Innanzi tutto mancano gli strumenti legislativi a livello nazionale, a causa probabilmente della mancanza di cultura informatica e tecnologica della nostra classe dirigente. Inoltre non c'è una politica organica a lungo termine basata su un progetto strategico di ampio respiro in merito allo snellimento burocratico per mezzo delle tecnologie informatiche, ma solamente sporadiche iniziative portate avanti una volta da un ministero e una volta da un altro soprattutto in campagna elettorale, senza una direzione chiara e comune.
Questa tendenza miope porta inevitabilmente allo spreco di risorse, alla duplicazione di procedure, all'abbandono del cittadino un po' a sé stesso lasciando alla buona volontà delle singole regioni, province e uffici pubblici la vera realizzazione delle procedure informatiche.
La percezione che si ha è che l'Amministrazione Pubblica non sia al servizio del cittadino,come dovrebbe, anzi sia diventata un parassita che vivendo delle tasse di quest'ultimo le spreca in singoli progetti disorganizzati senza un traguardo chiaro a lungo termine.
Senza contare ovviamente il fatto che negli anni passati le tecnologie informatiche proprietarie l'hanno fatta da padrone, ed ora il passaggio a software liberi e formati aperti viene visto con sospetto e diffidenza, come una cosa pericolosa, senza rendersi conto dei vantaggi che se ne avrebbero nel lungo termine.
L'attuale politica economica del governo è quella di guardare gli investimenti a brevissimo termine, favorendo il clientelismo e le spese indispensabili, a scapito della qualità della scelta adottata e ad una strategia a lungo termine che privilegi il cittadino.
Di esempi di singoli Bandi di gara per forniture software fatti dalla pubblica amministrazione senza aver tenuto conto di tutte le possibili soluzioni internet è piena. Segnalo solamente alcuni casi emblematici. Uno è riferito in questo post dell'Associazione del Software libero, che poi in seguito a giusto ricorso è stato addirittura ritirato, evitando di spendere oltre quattro milioni di euro frutto delle tasse dei cittadini, per soluzioni non ottimali che ha creato sicuramente un precedente in campo legislativo.
Infine segnalo una pagina di facebook in cui si descrive l'avanzamento del software libero nella regione Lombardia. Sono solo due dei tantissimi esempi che si possono fare per mostrare come ancora non vi sia un'organica visione politica in merito al software libero, ma che qualcosa comunque sta iniziando a muoversi in questo senso.


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