Il regista Paolo Pisanelli ha scelto proprio il giorno del secondo anniversario del terremoto che ha devastato L'Aquila e l'intero Abruzzo per presentare nelle sale cinematografiche di tutt'Italia il film che racconta la tragedia di quel 6 aprile 2009 in cui la terra abruzzese ha tremato, provocando 308 morti, 1600 feriti e 65.ooo sfollati.Il documentario si intitolerà "Ju tarramutu", ossia "il terremoto" in dialetto abruzzese, e racconterà nei dettagli il terribile evento che ha sconvolto tante persone e che ancora oggi è vivo nei ricordi di chi l'ha vissuto. Sottotitolo del lungometraggio: "Un viaggio nei territori della città più mistificata d'Italia".
Presentando a Roma il film, il regista Pisanelli lo ha definito "uno scoppio di rabbia e di amore"e ha precisato che non si tratterà soltanto di una cronaca dei tragici eventi del 6 aprile 2009, ma racconterà anche cos'è successo in seguito, la vita nelle tendopoli, la lentezza delle ricostruzioni e la rabbia degli abruzzesi per le tante promesse non mantenute.
"Ju tarramutu" è stato realizzato in quindici mesi ed è fatto soprattutto delle immagini e dei racconti drammatici di una popolazione che si sente abbandonata e che non ha idea di quando potrà tornare alla realtà quotidiana che viveva prima di quel maledetto giorno.
Il regista parla della cosa che più l'ha colpito, durante le riprese: il silenzio che aleggiava tra le macerie nei giorni subito seguenti al sisma, che caratterizzava gli abitanti dell'Aquila e che ovunque trasmetteva la disperazione di un'intera regione.


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