IL PLURIOMICIDA: PIETRO MASO TORNA IN CARCERE PER UN SORPASSO AZZARDATO.

Ve lo ricordate Pietro Maso, il pluriomicida che fu condannato per l'omicidio del padre e della madre, uccisi dallo stesso a bastonate per l'eredita'.

Era in semiliberta', e rischia di perderla, dopo 17 anni di carcere scontati presso la struttura Milanese di Opera,di ritornare in carcere per una bravata alla guida della sua auto. Nei giorni scorsi, superando un auto in un tratto di strada dove c'era la doppia continua, e' stato beccato in flagrante dalla polizia per questa manovra un po' "spericolata", dove gli e' stata fatta una multa, una contravvenzione e il ritiro immediato della patente, un provvedimento questo che gli e' stato aggiunto al suo curriculum giudiziario, per aver minacciato un uomo e in attesa dell'udienza del 5 maggio verra'deciso se ridargli la sua semiliberta', revocarla o addirittua affidarlo ai servizi sociali, come aveva chiesto il 29 marzo scorso. grazie all'indulto e allo sconto della "liberazione anticipata" che detrae 45 giorni ogni 6 mesi di reclusione, cioè 1 anno ogni 4. Dal 22 ottobre 2008 Maso usufruiva del regime di semilibertà in considerazione di un positivo percorso di recupero sociale marcato da un diploma, un posto di lavoro, e una relazione sentimentale difesa dalla curiosità dei media anche con il rifiuto di offerte di denaro per l'esclusiva sulle nozze. Alle 7,30 di ogni mattina usciva dal carcere di Opera per andare a lavorare in un'azienda che assembla computer e rientrava in cella alle 22,30. Tutto è filato liscio per due anni e mezzo per il giovane di Montecchia di Crosara (Verona) che a luglio compirà 40 anni. Nei giorni scorsi, però, ecco la leggerezza: sorpasso oltre la doppia linea continua, contravvenzione, multa e ritiro della patente. Una tegola aggiuntasi, nel fascicolo della Sorveglianza, alla denuncia intentata a Maso da un uomo che afferma di essersi sentito apostrofare «ti ammazzo» nel corso di una lite sulla restituzione di un prestito di meno di duemila euro, ma che Maso ha a sua volta denunciato per estorsione, rappresentandosi parte debole esposta (a causa del suo terribile passato) a strumentalizzazioni altrui.

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